Occhio e alimentazioneGià nel 1976 Rask suggeriva che la vitamina A avesse un ruolo essenziale nel mantenimento dello strato mucoso dell’occhio umano, in quanto una sua mancanza è probabilmente l’evento primario della rottura della membrana mucoide associata al consecutivo occhio secco.

Le cellule caliciformi della congiuntiva producono muco utile a mantenere la salute del film lacrimale, queste cellule sono incrementate dall’assunzione della vitamina A. Secondo Sommer e Muhilal una dieta bilanciata di vitamina A e proteine può determinare un adeguato metabolismo di vitamina A a livello delle cellule bersaglio.

La vitamina B6 è coinvolta dal metabolismo delle proteine e la bassa introduzione può avere effetti nel metabolismo delle proteine e nel trasporto di vitamina A. La mancanza di potassio e vitamina C può comportare un decremento di attività secretoria delle cellule lacrimali. Lane ha correlato la riduzione dei fattori dietetici vitamina C, B6 e potassio con l’innalzamento dei depositi nelle lenti a contatto. Hart ha notato una relazione tra alta concentrazione di proteine e alcool, con depositi lipidici eccessivi nelle lenti.

La superficie oculare è costantemente esposta a radiazioni, insulti fisici e chimici, che contribuiscono a favorire danni oculari. La vitamina C in alte concentrazioni è considerata la prima sostanza protettiva per quanto riguarda la superficie oculare. È stato scoperto che i soggetti con diabete mellito hanno una concentrazione di acido ascorbico nel corpo inferiore del 30% rispetto a soggetti sani, questo sembrerebbe portare modificazioni nel film lacrimale e una più attiva apoptosi.

Per quanto riguarda i grassi, è stato stabilito un rapporto di 1:2 − 1:3 tra necessità di omega-3 e omega-6. Gli omega-3, infatti, sembrano essere in grado di formare sostanze antinfiammatorie e quindi ridurre i sintomi delle blefariti. Tuttavia, non è da intendersi come una necessità di assumere un maggior apporto di grassi nella propria dieta: è necessario modificare il tipo di grassi introdotti mantenendo la quantità del 25-30% delle calorie totali proposte dall’INRAN [1] nelle linee guida 2009.

Secondo Caffery, le indicazioni di una dieta sana porterebbero anche effetti positivi sul film lacrimale. Vengono ritenute valide pertanto le seguenti linee guida:

  • Bilanciare l’introduzione di macronutrienti abbassando l’uso di proteine, grassi e colesterolo a favore dei carboidrati complessi.
  • Incrementare l’introduzione di vitamina A utilizzando vegetali dai colori rosso, arancio, giallo e verde a foglia larga.
  • Incrementare zinco utilizzando cereali integrali, legumi e vegetali crudi.
  • Assicurarsi l’introduzione sufficiente di vitamina B6 e potassio consumando regolarmente frutta secca e legumi.
  • Assicurarsi la vitamina C consumando agrumi.
  • Eliminare fattori anti-nutrizionali come alcool e fumo.
  • Ridurre la quantità di zucchero e sale utilizzata nei cibi.
  • Bere dai sei agli otto bicchieri d’acqua al giorno.

[1] Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.